Incontro con il Fotoclub "LA ROTONDINA" di Nerviano
27-11-2008
Serata tecnica sulla fotografia digitale con Francesco
Serata con Davide Pappalettera
“Fotografare l’invisibile” (luce infrarosso)
La luce infrarosso espande la possibilità espressiva della fotografia in quanto consente la realizzazione d’immagini in cui la gamma cromatica e tonalità vengono sublimate in una “realtà irreale”. L’infrarosso permette, infatti, la visione di ciò che normalmente non è visibile. Le immagini ottenute assumono colori e toni particolari, diventano incisive, irreali, oniriche, a volte inquietanti, imprevedibili, sospese tra il reale ed il fantastico.
Fotografare all’infrarosso trasforma la difficoltà tecnica in emozione visiva, riporta alla coscienza sensoriale ciò che ai sensi è stato nascosto. Un modo diverso di vedere la realtà, un modo per andare oltre e non fermarsi alla visione tradizionale delle cose, per trasformare la quotidianità in un evento astratto e magico.
Tutti gli scatti sono stati eseguiti con una NIKON D70, appositamente modificata mediante l’aggiunta di un filtro IR applicato direttamente al sensore. Per una personale filosofia sul concetto di fotografia digitale, l’autore non ha prodotto alcuna elaborazione dei files post scatto.
Autore: DAVIDE PAPPALETTERA
Nato a Rho nel 1971, risiede a Lainate, commerciante da sempre ed appassionato di viaggi avventura.
La voglia di documentare ed interpretare i luoghi visti lo portano inevitabilmente ad accostarsi alla fotografia; inizia a fotografare con una reflex a pellicola immagazzinando esperienza e stimoli che lo spingono, da tre anni a questa parte, a frequentare diversi ambienti fotografici, fino ad iscriversi al Circolo87, associazione culturale e fotografica di San Vittore Olona.
Inizia così l’esperienza con reflex digitali che lo conducono in breve tempo a sviluppare un carattere fotografico ben preciso, innovativo, curioso ed a proporsi con la sua prima mostra personale, che come contenuto ed allestimento, sarà di sicuro di forte impatto emotivo.
I Powwow - Wacipi in lingua Lakota, le tradizionali, colorate e
musicali feste indiane rappresentano un'importante tradizione, un
legame che le tribù Native stabiliscono con il proprio passato ed il
proprio retaggio culturale. Si diversificano per lingua costumi e tradizioni.
Ogni Wacipi perciò assume aspetti unici e peculiari che rispecchiano la
cultura della tribù che li organizza.
Moltissime famiglie viaggiano per centinaia di chilometri pur di
partecipare a determinati Wacipi, è un modo di preservare la tradizione, di
rinsaldare i rapporti, di onorare il passato, celebrare il futuro e di "stringere
il cerchio".
E' il tempo per discutere sui temi politici, problemi di casa e della riserva.
E' il tempo durante il quale ci si scambia informazioni su chi è deceduto,
chi si è sposato e quanti figli sono stati messi al mondo.
Originariamente le danze erano cerimonie propiziatorie eseguite dai
guerrieri della tribù per il bene di tutta la comunità.
Il carattere sacro di questa manifestazione si è mantenuto nel corso
dei secoli, anche se oggi questi raduni si mantengono popolari grazie ai
premi in denaro assegnati ai migliori danzatori.
L'area dove si svolge il Powwow, detta Arbor è considerata territorio
sacro. Non sono ammessi alcolici e comportamenti irrispettosi nel suo
interno.
L'accompagnamento musicale dei tamburi e dei canti è fondamentale.
Il suono del tamburo è sacro e rappresenta il battito del cuore della gente
indiana.
Per vivere al meglio questa esperienza non bisogna però farsi accecare dai
colori, dai costumi, dalla esteriorità dell'evento ma, lasciati alle spalle il
nostro pregiudizio e la nostra civiltà dei valori terreni, è necessario
fermarsi ad ascoltare, partecipare all'evento spirituale ed al misticismo di
una tradizione mai sopita e sentire anche un po' nostro, attraverso il ritmo
dei tamburi, il cuore della gente indiana.
I variopinti colori dei costumi, il ritmo sincopato delle percussioni e le
coreografie delle danze rituali rendono il Powwow un viaggio
emozionante, ogni volta unico, nell'universo dei Nativi d'America.
Fotoritocco, non più come semplice strumento per ovviare le problematiche in fase di scatto, ma come parte integrante dell’immagine stessa – il gusto e l’equilibrio di una fotografia in costante divenire. La lenta scomparsa della pellicola. Intervenire con il computer sull’immagine – la figura del postproduttore nella fotografia commerciale.
Diritti d’autore – fotografo e postproduzione, antagonismo o sinergia?
La serata sarà tenuta da MATTEO TRANCHELLINI, classe ’68 – vive ed opera a Milano come titolare di uno studio di Postproduzione – opera nel settore da diversi anni e collabora stabilmente con fotografi di fama internazionale quali Gianpaolo Barbieri, Brigitte Niedermair. Marino Parisotto …ed altri. Le agenzie pubblicitarie più prestigiose, quali McCann Erickson, JWThompson, Publicis, Saatchi&Saatchi, Armando Testa si affidano al suo studio per lavori in cui la postproduzione è ormai elemento importante. Da qualche tempo, inoltre, lo studio si occupa d’illustrazione 3D.
Tra i lavori eseguiti troviamo Calendario Campari 2008, Vodafone Italia, Audi, Damiani gioielli, Pirelli, Martini, Findus, Mulino Bianco, Adidas, Nike, Morellato, Pomellato, Bulgari, Gucci, Guzzi, BMW, Aprilia, Costa Crociere, Bassetti ed altri.
SERATA COL TUTOR: già sperimentata con buona adesione nelle scorse edizioni del corso di fotografia, questa serata mette a disposizione ai nuovi soci uno strumento ulteriore per migliorare la tecnica e la composizione: l’esperienza.
Infatti alcuni tra i soci fotograficamente più esperti, si renderanno disponibili a visionare e leggere ( con un meccanismo a tu per tu) alcune immagini presentate dai soci ex corsisti.
Il fatto di rendere "privata" la lettura delle immagini, si auspica serva a vincere le comprensibili timidezze di alcuni.
ROSI GIANI STEBINI, fotograficamente, nasce nei primi anni 80, periodo in cui affianca, al termine dei suoi studi, un interesse crescente nei confronti della fotografia che la porteranno ad essere una stimata fotografa e critica.
Di quel periodo sono alcune sue partecipazioni a mostre a colori con altri fotografi fino all’ultima esperienza di fine anni ‘80 con un audiovisivo sulla Scozia.
La nascita di un figlio e gli aumentati impegni, la tengono lontana dal produrre nuovi lavori fotografici. Dopo molto tempo ed un difficile momento personale, decide di ricominciare a produrre fotografie sviluppando un tema a lei molto caro. Una ricerca sui muri delle cittadine attorno al luogo ove risiede produce il risultato e così nasce “Photo-Graffiti”.
Ad un certo punto della vita, quando pensi di poter respirare la serenità, ti accorgi che il destino si sta prendendo gioco di te. A volte succede. Accetti di combattere, ti rimangono le cicatrici e provi a guarire anche quelle. Proprio così ho scoperto che per me la bellezza è meglio di una medicina – mi fa stare bene. Me ne sono accorta un giorno camminando per strada: mi è caduto lo sguardo su un’esplosione di colori dipinti su un muro e ho sentito in modo tangibile l’emozione che mi davano. Così ho pensato di catturarne un pò; ho voluto dare spazio a quest’arte alla portata di tutti e lontanissima da ogni forma di auto promozione, ma unico risultato del bisogno di esprimersi. Mi piace la durata effimera di queste opere che vivono la loro breve stagione, così come in natura i fiori più belli: sempre alla mercè dell’inclemenza del tempo e degli uomini. Ho scelto di fermare alcune immagini che per me sono tappe di un viaggio immaginario verso la libertà assoluta delle emozioni più pure. Un percorso su tre livelli, partendo da sensazioni ancora guidate da concetti altrui, racchiuse in “messaggi” chiari , quindi si arriva ai “volti” dove già ciascuno può vedere ciò che vuole, ma comunque rimane ancorato alla realtà dei visi ed alle loro espressioni; fino ad arrivare ai “segni”che come in cima ad una vetta, regalano la libertà più vera di fronte a forme e colori semplici e fanno abbandonare le briglie della razionalità, per lasciare ampio spazio a vivissime sensazioni, quasi tattili. ( Rosi Giani Stebini ).
Il Circolo 87 organizza SABATO 12 APRILE 2008 un Corso di fotoritocco per Photoshop della durata di un giorno, 6/8 ore, con la docente Marianna Santoni (www.mariannasantoni.biz/) "Adobe Guru Certified Expert Photoshop".
Gli argomenti trattati saranno: metodo di lavoro, (come affrontare il programma), i livelli, correzione tonale e cromatica, rumore digitale, calibrazione fotocamera, gestione file raw, conversione dal colore al b/n, ecc... vedi programma in .PDF
Inizia a fotografare in modo non sporadico durante un viaggio in Grecia nel 1965, utilizzando un semplice apparecchio folding 35 mm.
L’uso di questo apparecchio, semplice, senza telemetro né ottiche intercambiabili, senza esposimetro, condiziona le sue scelte tecniche future, portandolo sempre a prediligere apparecchi, sicuramente più complessi ed evoluti, ma sostanzialmente essenziali, nella convinzione che solo con tale genere di fotocamere sia possibile essere padroni della tecnica e sfruttare le potenzialità espressive del linguaggio fotografico, determinando così il suo rapporto con la fotografia che è, in genere, riflessivo e ponderato.
Si laurea in Scienze Biologiche all’Università di Milano nel 1970.
Dal 1972 al 2002 lavora come Microbiologo presso l’Ospedale Civile di Legnano.
Nel 1976 decide di attivare un servizio di Fotografia Medica e Scientifica nell’ambito dell’Ospedale di Legnano, avendo constatato la quasi totale carenza di persone dedite a questa attività e la mancanza di professionalità e scarsa qualità dei risultati spesso ottenuti nella fotografia scientifica, svolta a livello poco più che amatoriale.
Dal 1979 al 1989 è consulente per la fotografia scientifica nell’ambito di 5 realizzazioni del SICOF.
Ha collaborato con riviste, sia fotografiche che a carattere scientifico; ha partecipato prima come concorrente poi come giurato a diversi concorsi fotografici nazionali; si è dedicato alla didattica fotografica.
Sue foto sono state utilizzate e pubblicate da riviste di settore, Associazioni culturali e Circoli fotografici.
Al di là dell’interesse per la fotografia medico-scientifica, la sua preferenza va alla fotografia di paesaggio e naturalistica, sempre suggestionato dalla bellezza della Natura, nel tentativo di coglierne gli aspetti più suggestivi.
PAESAGGIO: un genere di fotografia vecchio quanto la stessa fotografia, ma sempre amato e in grado di prestarsi ad interpretazioni sempre nuove. E, senza nulla togliere a quello urbano, sono i paesaggi montani e le marine i principali protagonisti di questo genere fotografico.
Ma nei paesaggi marini mi sembra che proprio il mare, che per forza di cose non può mai mancare in queste fotografie, costituisca spesso una presenza un po’ ingombrante: per la sua stessa immensità, per il senso di potenza che ispira, per la sua incontestabile bellezza. Una presenza che quindi fa spesso passare in secondo piano forme, oggetti, persone che pure sono parte integrante, e fondamentale, del paesaggio marino.
Ho cercato di restituire importanza a queste forme, oggetti, persone che metaforicamente stanno “INTORNO AL MARE” rappresentando tuttavia elementi importanti nel paesaggio marino. In queste fotografie il mare a volte è addirittura assente, altre volte è evidente, ma non è mai il protagonista assoluto; veri protagonisti sono quelle forme, oggetti, persone che gli stanno attorno, senza i quali forse anche il mare perderebbe almeno un po’ del suo fascino. Ma bisogna riconoscere che quelle forme, oggetti, persone esistono e vivono quei momenti proprio per la presenza del mare, anche se nascosto o non evidente; mare che quindi, alla fine, torna ad essere inevitabile protagonista. Questo almeno è ciò che a me è parso.
Cos’è la Street Photography ?
Per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia documentaria e sociale poiché, se i risultati possono essere gli stessi, è l’approccio del fotografo ad essere completamente diverso.
Breve storia e origini della Street Photography: si può dire che il genere è nato con la fotografia ma che ha potuto esprimersi solo con l’avvento di apparecchi versatili ed emulsioni veloci.
Sono molti i fotografi che hanno lasciato un segno su questa strada e bisogna distinguerli, fra inconsapevoli e consapevoli, di far parte di un certo modo di intendere la fotografia.
Il workshop sarà tenuto dal fotografo e amico Ferdinando Fasolo, ospite nella manifestazione del nostro ventennale che molti di voi hanno avuto l’occasione di conoscere di persona e attraverso le sue splendide immagini.
Saranno trattati vari argomenti:
Mezzi operativi: Descrizione degli apparecchi e pellicole in base ai risultati che si desiderano ottenere. Sistemi di ripresa: In questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e delle tecniche operative che permettano al fotografo di passare il più possibile inosservato.
Street Photography e diritto: è opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.
Multivisioni: visione di alcuni lavori multimediali a cura del gruppo Mignon;
New York People con fotografie di 5 fotografi di Mignon;
Angelo Tassitano lavoro personale di un componente di Mignon;
Luciano Schiavon lavoro personale di un fotografo a cura del gruppo Mignon Fotografie originali: come esempio di presentazione, scelta e cura dei materiali oltre che un discorso sul valore nel seguire tutte le fasi operative dalla ripresa alla camera oscura.
Documenti: è importante dare un senso al proprio lavoro organizzandolo per essere proposto in mostre o libri.
Formazione perenne: qualunque siano i risultati non ci si deve mai ritenere arrivati. Tenersi sempre informati sulle novità, studiare sui testi, visitare le mostre, confrontarsi con gli altri, il bello non è arrivare, ma partire sempre!
Serata con l’autore DAVIDE PAPPALETTERA: L’infrarosso come mezzo espressivo.
Serata dedicata a questa particolare tecnica fotografica, nata per scopi militari e scientifici ma, come accade spesso, applicata anche nella fotografia tradizionale.
Durante la serata affronteremo in modo rapido gli aspetti tecnici e fisici della luce e della zona infrarossa, per poi descrivere in modo chiaro e dettagliato la tecnica e l’attrezzatura per eseguire buoni scatti digitali IR.
ROBERTO STEBINI nasce a Busto Arsizio (VA) e trascorre la sua infanzia in Emilia Romagna. Dopo essere ritornato in Lombardia si trasferisce in Piemonte ove risiede.
Comincia a fotografare da ragazzo e da autodidatta si avvicina al mondo della ricerca fotografica.
Con il passare degli anni, ne compie 55, si applica ai vari generi fotografici realizzando alcune mostre che riscuotono successo.
Predilige il bianconero, ma non per questo disdegna il colore. Sempre più attratto dalla figura umana si dedica con gran passione a sviluppare le tematiche inerenti il ritratto.
Aiutato dalla moglie ha dedicato 5 anni alla ricerca di vecchi ritratti del periodo 1910-1925, ricerca delle immagini e studio della storia del ritratto hanno portato a realizzare un’importante mostra di circa 200 antiche stampe perfettamente restaurate.
Apprezzato critico fotografico, collabora con il Liceo di Gallarate dove, ogni anno, insegna ai giovani studenti non solo l’uso dell’apparecchio fotografico ma anche e soprattutto a leggere le immagini e ad esprimersi con esse.
“Nerofumo” - Mostra Fotografica in b/n
Un sogno, un desiderio, fin da bambino… incontrare uno spazzacamino.
Poi un giorno, per caso, scopro che vicino a casa, ogni anno, è organizzato uno dei più importanti raduni internazionali di spazzacamini.
Partecipare all’incontro armato di macchina fotografica è la naturale conseguenza. Attratto dalla figura umana e dal ritratto in particolare, mi sono concentrato sulle espressioni dei miei soggetti cercando di cogliere in loro la gran gioia che li fa incontrare tutti gli anni nella terra che ha dato le origini agli spazzacamini di tutta Europa, la Val Vigezzo.
Poco tempo a disposizione per conoscere i miei personaggi, poco per fotografare, fanno sì che, una volta realizzate le immagini, cominci una lunga ricerca e un appassionato studio sulla storia degli spazzacamini.
Per il vero, una triste storia che, per fortuna, ora si è trasformata in una festa, una festa alla quale tutti possono partecipare e farsi sporcare il naso, in segno d’augurio, di nerofumo ( Roberto Stebini )
DAVIDE PAPPALETTERA: lainatese, ama sperimentare nuove soluzioni fotografiche. Si dedica all’infrarosso digitale utilizzando una Nikon D70 privata del filtro lowpass. I risultati vanno ben oltre le aspettative. Davide, alla sua seconda mostra , propone una rassegna d’immagini articolate su due delle più significative cattedrali gotiche europee: il Duomo di Milano e Notre Dame de Paris.
Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra in cui ogni elemento si rifà ad un disegno divino perpetrato nelle geometrie e nei volumi. Un ardito incontro di numeri, forze, dimensioni e geometrie in un rapporto straordinariamente vicino ai numeri del Grande Mistero, l’Arcano teorema che regola l’Universo e le cose terrene. Sospinte verso il Cielo sembrano castelli ridondanti di guglie, abitate da esseri mostruosi e le mura, non obbedienti alle leggi terrene, sembrano attirate verso l’alto dalle leggi divine.
Vennero adottate tecniche architettoniche e costruttive completamente diverse dalle precedenti – i contrafforti esterni esercitando una spinta sulle pareti laterali delle navate negano la gravità, ed il peso, anziché verso il basso viene spinto verso l’alto. Tutta la struttura, regolata dalla divina legge dei numeri, è proiettata verso il cielo. Come la cristianità è retta da Dio, la Cattedrale è retta dal fulcro delle forze di spinta di architravi e navate: “ Basta trovare la chiave di volta e rimuoverla per far afflosciare l’intera cattedrale come un castellodi carte ”.
Chi guarda le maestose forme di una Cattedrale gotica si sentirà osservato, scrutato da centinaia di occhi; un esercito di creature trasfigurate ed ognuna, mite o aggressiva, sporge da un tetto, si getta nel cielo, sta avvinghiato a qualcosa o s’accuccia in cima ad una guglia.
L’infrarosso rende ancora più suggestivo ciò che suggestivo è già ed essendo nelle potenzialità di questo metodo vedere ciò che agli occhi è celato, può essere la via per fotografare la verità nascosta.
Per conoscere meglio ROBERTO RAPACCIOLI è necessario osservare le foto esposte nella mostra “4 su 36”.
Il suo sguardo curioso lo porta ad effettuare semplici istantanee e continue ricerche di composizione, rigorosamente con materiale analogico.
Le fotografie esposte sono una sintesi del suo stile maturato negli anni grazie anche al sodalizio con il CircoloFamiglia Legnanese dove ha curato per cinque anni gli audiovisivi per il Palio.
Attualmente collabora all’inserimento di giovani fotografi attraverso corsi base presso Photo Professional di Dairago.
Per la personale mostra, dal titolo “4 su 36“ Roberto Rapaccioli ha scelto, nel suo mondo fotografico, di sfatare le regole. Nelle situazioni che ha vissuto emerge uno stile sincero, ludico e curioso perché “fotografare è guardare dentro di noi”. Le foto saranno suddivise in dieci sezioni che spaziano dal reportage all’architettura. Non potendo citare tutti ringrazia sentitamente, in primis, il CIRCOLO 87, Silvio e tutte le persone che gli hanno prestato la loro disponibilità.
Acquolona è un evento organizzato dal Rotary Club, patrocinato dal FAI, Comune di Castiglione Olona, parco sovracomunale della valle olona e prealpina. E' una iniziativa per riscoprire la Valle Olona ed il suo Habitat. L'importo dell'intera giornata sarà devoluto dal Rotary Club per la costruzione di pozzi d'acqua in Sudan. La giornata si svolgerà nell'area del Monastero di Torba ed in programma ci saranno delle proiezioni del nostro Circolo all'interno del Monastero. La giornata è estremamente suggestiva come tra l'altro il luogo in cui si proietta.